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Scheda di trasparenza · EU AI Act, art. 50

ARIA — scheda di trasparenza

ARIA è l’assistente vocale con cui si può parlare su questo sito. Questo foglio dice tre cose: che ARIA è una macchina, che cosa succede alla tua voce quando le parli, e a che punto siamo con gli obblighi di legge — compreso ciò che non abbiamo ancora fatto.

Il fronte (punti 1–4) è per chi parla con ARIA. Il retro (punti 5–11) è per chi deve verificare. Sono la stessa storia, raccontata due volte.

Versione
1.1 — 13 ottobre 2026
Indirizzo stabile
tds-automation.com/trasparenza-aria.html (funziona anche senza «.html»)
Riguarda
ARIA sulla pagina pubblica agent.html, raggiungibile da chiunque, senza registrazione
Chi risponde
TDS AI Systems di Paolo Consorti — P.IVA IT11524180962 — Via Enrico de Nicola 2, 81055 Santa Maria Capua Vetere (CE), Italia
Errori
Se qui c’è scritto qualcosa che il sistema non fa, scrivi a info@tds-automation.com — vedi il punto 10
Norma
Regolamento (UE) 2024/1689 (EU AI Act), art. 50 — applicabile dal 2 agosto 2026
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Fronte

Per chi parla con ARIA. Nessun termine tecnico, nessuna sigla da conoscere.

1 In una riga

ARIA è un sistema di intelligenza artificiale. Non è una persona.

Non devi crederci sulla parola: mentre parli lo vedi scritto in tre punti diversi.

  • • Prima di premere qualsiasi cosa, sulla pagina, sotto il pulsante per iniziare: «Risposte generate da intelligenza artificiale (EU AI Act Art. 50).»
  • • Per tutta la conversazione, in fondo alla finestra: la stessa frase, con la sigla «AI» accanto. Non scompare scorrendo: è un piede di pagina persistente.
  • • Accanto a ogni singola risposta: la sigla «AI», su ciascun messaggio prodotto dal sistema.

E ARIA lo dice a voce, nella prima frase di ogni conversazione: «Ciao! Sono ARIA, un’intelligenza artificiale, non una persona…». È una frase fissa: non la sceglie il modello. Se scrivi subito, il saluto si interrompe: restano gli avvisi scritti. Su questa pagina dichiariamo solo ciò che abbiamo verificato guardando il sistema in funzione.

2 In trenta secondi: che cosa succede quando premi «Accetto» (o «Inizia»)

  • • Il browser ti chiede il permesso di usare il microfono. Se dici di sì, il microfono si apre. Puoi dire di no: la richiesta la fa il browser, non noi. Se il browser ricorda il permesso, alle visite successive non lo chiede più.
  • • Da quel momento la tua voce viaggia in tempo reale verso due dei fornitori elencati al punto 7: LiveKit, che la trasporta dal suo server più vicino a te, senza garanzia che resti nell’Unione Europea, e Deepgram, che la trascrive su server nell’Unione Europea. Sono due società statunitensi.
  • • La voce è un dato personale: può dire chi sei, e contiene tutto quello che scegli di dire. Non si può rendere anonima prima di inviarla — è una voce, non un modulo da riempire: si toglie il nome a un modulo, non a un timbro vocale.
  • • Alla seconda visita può partire da sola. Se hai già acconsentito una volta, il consenso resta memorizzato nel tuo browser: la conversazione può avviarsi da sé all’apertura della pagina, senza che tu prema nulla e, se il browser ricorda il permesso, con il microfono già acceso. Per tornare a essere interpellato, usa «Revoca il consenso» nel piede della pagina di ARIA, oppure cancella i dati di questo sito dal browser.
  • • Puoi chiudere la sessione quando vuoi: così il trattamento si ferma. Attenzione però: chiuderla non revoca il consenso, che resta nel tuo browser. Per revocarlo trovi il comando «Revoca il consenso» nel piede della pagina di ARIA, oppure cancella i dati di questo sito dal browser.

Che cosa resta quando chiudi

  • ✗ L’audio no. Passa in tempo reale e non resta registrato da nessuna parte.
  • ✗ La trascrizione, da noi no. Il testo di quello che dici serve solo mentre parli: alla chiusura non lo salviamo. Google, che genera le risposte, lo tiene fino a 55 giorni per il controllo degli abusi. Il dettaglio è al punto 7.
  • ✓ I dati tecnici sì: quando è iniziata, quanto è durata, e il tuo indirizzo internet (IP), che finisce nei nostri registri tecnici a ogni avvio.
  • ✓ Se hai chiesto un preventivo, i prezzi o i link per e-mail, sì: la richiesta e, se li hai dati, il tuo nome e la tua e-mail, per risponderti. Il dettaglio è al punto 7.

3 Che cosa ARIA non fa

  • ✗ Non decide nulla che ti riguardi. Non c’è nessuna pratica e nessun punteggio su di te. Se chiedi un preventivo personalizzato, il sistema stima in automatico solo quanto è complessa la richiesta, per aiutare Paolo Consorti: decide lui.
  • ✗ Non ti profila e non costruisce un ritratto di te da usare dopo.
  • ✗ Non produce effetti giuridici né effetti che ti riguardino in modo significativo.
  • ✗ Non ti riconosce dalla voce. La voce viene trasformata in testo; non serve a identificare chi parla e non viene confrontata con nessun archivio di voci.
  • ✗ Non legge le tue emozioni. Non c’è nessun sistema che stimi come stai dal tono.
  • ✗ Non conserva l’audio. Nessuna registrazione della tua voce viene salvata.

Un’avvertenza, perché le due cose si confondono facilmente: non conservare l’audio non vuol dire non conservare nulla. Noi non conserviamo le tue parole, né l’audio né la trascrizione; Google, che genera le risposte, ne tiene il testo fino a 55 giorni per il controllo degli abusi. Restano invece da noi i dati tecnici di ogni sessione, compreso il tuo indirizzo IP, e, se chiedi un preventivo, i prezzi o i link per e-mail, la richiesta e, se li dai, il tuo nome e la tua e-mail (punto 7).

4 Come proteggersi, in concreto

  • • Non dire ad ARIA ciò che non deve uscire dall’Europa: codice fiscale, IBAN, dati sanitari, informazioni riservate di clienti o di terzi. Ad ARIA non servono per risponderti, e una volta detti sono usciti.
  • • Verifica sempre ciò che dice, prima di agire. Come ogni sistema di questo tipo può sbagliare, e lo fa con lo stesso tono sicuro con cui dice le cose giuste. Non è un consulente, non è un medico, non è un avvocato.
  • • Se non vuoi che riparta da sola alla visita successiva: usa «Revoca il consenso» nel piede della pagina di ARIA, oppure cancella i dati di questo sito dal tuo browser. Il consenso memorizzato sparisce.
  • • Se vuoi che cancelliamo i dati che teniamo noi (punto 7): scrivi a privacy@tds-automation.com. Li cancelliamo senza ritardo, e non ti chiediamo il motivo.
Retro

Per chi deve verificare. Stessi fatti, con i riferimenti e le prove.

5 La norma, comma per comma

Regolamento (UE) 2024/1689, art. 50 — obblighi di trasparenza. Per lo stato usiamo tre sole etichette: Attivo Da fare Non applicabile.

Comma Cosa impone Si applica a noi? Stato Prova: dove si vede
Art. 50(1) Chi fornisce un sistema di IA destinato a interagire direttamente con persone fisiche deve fare in modo che esse siano informate di stare interagendo con un’IA, salvo che sia già evidente. L’informazione va data al più tardi al momento della prima interazione. Sì. ARIA parla direttamente con chiunque apra la pagina. Attivo
per iscritto e a voce: la prima frase del saluto lo dice all’inizio di ogni conversazione; se scrivi subito, il saluto si interrompe e restano gli avvisi scritti (punto 1).
Le scritte e il riquadro del consenso elencati al punto 6 e la frase detta (punto 1); questa scheda; informativa, punto 7.1.
Art. 50(2) Chi fornisce sistemi che generano audio, immagini, video o testo sintetici deve marcare l’output in un formato leggibile dalla macchina e riconoscibile come generato o manipolato artificialmente. Sì. ARIA genera testo e una voce sintetica. Da fare
termine: 2 dicembre 2026. Il Reg. (UE) 2026/1744 (Omnibus digitale sull’IA, in vigore dal 27 luglio 2026) non ha rinviato l’art. 50, che si applica dal 2 agosto 2026: ha dato tempo fino al 2 dicembre 2026 per il solo obbligo di marcatura leggibile dalla macchina ai sistemi immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026 (nuovo art. 111, par. 4). L’ARIA di questa pagina non è immessa sul mercato ma «messa in servizio»: la usiamo noi, sul nostro sito, da prima del 2 agosto 2026. Lo stesso termine vale per lei secondo le linee guida della Commissione sull’art. 50 (C(2026) 5054, punto 153), che lo estendono ai sistemi messi in servizio prima del 2 agosto 2026; le linee guida non sono vincolanti.
Nessuna nostra, ed è per questo che sta al punto 8. Oggi la marcatura la vede una persona (la sigla «AI»), non un programma. Secondo Google, la voce principale (Gemini) porta un contrassegno invisibile, SynthID: non abbiamo ancora verificato che arrivi intatto al tuo browser.
Art. 50(3) Chi utilizza sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometrica deve informarne le persone esposte. No. Non applicabile
ARIA non riconosce emozioni e non classifica nessuno in base a caratteristiche biometriche: la voce è trasformata in testo e non è usata per riconoscere chi parla.
Punto 3 e l’elenco dei fornitori al punto 7: nessuno di essi svolge queste funzioni.
Art. 50(4) e (5) (4) Chi usa un sistema di IA che genera o manipola immagini, audio o video che costituiscono un deep fake — contenuti che somigliano a persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e che sembrerebbero falsamente autentici — deve dichiararlo; lo stesso per il testo pubblicato allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. (5) Le informazioni dei commi da 1 a 4 vanno date in modo chiaro e distinguibile, al più tardi al momento della prima interazione o esposizione, e devono rispettare i requisiti di accessibilità applicabili. (4) No. ARIA è solo una voce, senza volto: dal 12 ottobre 2026 non c’è più l’avatar video. La sua voce è sintetica e non imita una persona reale. Il testo di ARIA non è pubblicato per informare il pubblico: risponde a chi la interroga, quindi quella parte non ci riguarda. (5) Sì. Non applicabile per il (4).
Attivo per il (5): il momento in cui l’informazione è data è al punto 6; per l’accessibilità, l’avviso è sia scritto sia detto a voce. Per la marcatura leggibile dalla macchina vale la riga 50(2).
Punto 6 e punto 7 di questa scheda.

6 Dove e quando l’informazione è data

È l’adempimento del «al più tardi al momento della prima interazione»: l’informazione c’è prima del clic, e resta sotto gli occhi per tutta la conversazione.

Quando Dove Che cosa dice
Prima di premere qualsiasi cosa Sulla pagina, subito sotto il pulsante per iniziare la conversazione «Risposte generate da intelligenza artificiale (EU AI Act Art. 50).» con il collegamento all’informativa
Alla prima visita, prima che la conversazione parta Un riquadro di consenso, da accettare con «Accetto» Dice che ARIA è un’intelligenza artificiale di TDS AI Systems, non una persona, che cosa succede alla tua voce e come revocare il consenso, e chiede il consenso. Se hai già acconsentito in passato, il browser lo ricorda: il riquadro non ricompare e la conversazione può partire da sola
Subito prima che il microfono si apra Una finestra del browser, non nostra Chiede il permesso di usare il microfono. È il browser a chiederlo, e si può rifiutare. Se il browser ricorda il permesso, alle visite successive non lo chiede più e il microfono si apre da sé
Per tutta la conversazione In fondo alla finestra, sempre presente: un piede di pagina persistente La sigla «AI», la stessa frase e il collegamento all’informativa
Su ogni singola risposta Accanto al messaggio, dentro la conversazione La sigla «AI», su ciascun messaggio prodotto dal sistema

7 Chi tratta i dati e dove vanno

Ogni fornitore riceve una parte diversa dei dati: la colonna centrale, la più importante di questa pagina, dice quale.

Chi Che cosa riceve A che serve Dove
Deepgram Inc. L’audio grezzo della tua voce. È l’unico fornitore che lo elabora (LiveKit lo trasporta soltanto). Solo quando fa da voce di riserva, anche il testo di quella frase di risposta. Trasforma la voce in testo (nova-3). Se la voce principale ha un errore o tarda (anche quando finisce la sua quota giornaliera), pronuncia quella frase al suo posto (aura-2) Unione Europea
Google — Gemini Solo il testo della conversazione. Mai l’audio della tua voce. Google conserva domande e risposte fino a 55 giorni, solo per il controllo degli abusi; può leggerle personale autorizzato di Google. Genera le risposte (gemini-2.5-flash) e le pronuncia con una voce sintetica (gemini-3.8-flash-tts) Server di Google, anche fuori dall’Unione Europea: in qualunque paese dove Google ha strutture
LiveKit Inc. Il flusso audio e i messaggi scritti mentre passano, e il tuo indirizzo IP, che serve alla connessione. La sessione non viene registrata: la registrazione è spenta. LiveKit tiene dati tecnici e di analisi della sessione. Trasporta la conversazione fra il tuo browser e ARIA Il server di LiveKit più vicino a te, senza garanzia che sia nell’Unione Europea
OpenAI Il record tecnico di ogni sessione — identificativo, durata, numero di messaggi, costo. Solo se chiedi un preventivo o i prezzi, anche il testo che ne salviamo: la richiesta e, se li hai dati, nome ed e-mail. Mai l’audio, mai il resto della conversazione. Lo trasforma in un vettore numerico che serve alla ricerca nel nostro archivio interno (text-embedding-3-small). La conservazione a zero giorni non è attiva sul nostro contratto: vale la ritenzione predefinita fino a 30 giorni per il controllo abusi Stati Uniti
Google — Gmail (Google Workspace) Il tuo nome e la tua e-mail, solo se li dai ad ARIA; per un preventivo, la richiesta e il preventivo stesso; per una richiesta di prezzi, il riassunto della richiesta, anche senza nome ed e-mail. Ti manda le e-mail: il codice con cui, di norma, ARIA verifica il tuo indirizzo prima di mandarti qualcosa per e-mail; i link per prenotare una chiamata; la conferma del preventivo e, per le richieste particolari, un riepilogo della richiesta. Avvisa per e-mail Paolo Consorti, che rivede il preventivo preparato dal sistema e te lo manda da qui; porta alla nostra casella anche il riassunto delle richieste di prezzi Server di Google, nell’Unione Europea o altrove

Che cosa non esce da qui. Il rilevamento del momento in cui stai parlando (Silero) gira dentro il nostro contenitore: non viene inviato a nessuno.

ARIA è solo una voce. Dal 12 ottobre 2026 non c’è un avatar video: nessun volto, nessun flusso video, nessun fornitore per il video.

I fornitori sopra sono società statunitensi o parte di gruppi statunitensi. Deepgram tratta la tua voce su server nell’Unione Europea ed è escluso dal suo programma di miglioramento dei modelli: per la sua documentazione, audio e testo non vengono conservati dopo la risposta. Per gli altri, la colonna «Dove» dice dove possono stare i dati. La base giuridica del trasferimento fuori dall’Unione Europea, e il dettaglio contrattuale per ciascun fornitore, sono nell’informativa, punto 6. Il contratto sul trattamento dei dati lo abbiamo chiesto a Deepgram: in attesa di risposta (punto 8).

Un altro passaggio, fuori dalla conversazione. Se prenoti una chiamata con i link di ARIA, lo fai sul sito di Calendly (società statunitense) o su Google Calendar: i dati che inserisci li ricevono quel servizio e noi. Il programma che serve alla pagina (la libreria di LiveKit) lo scarichi dal nostro stesso sito, come il resto della pagina: nessun servizio in più.

Che cosa resta, e per quanto

  • ✗ L’audio non viene conservato: passa in tempo reale e non resta registrato.
  • ✗ Non conserviamo la trascrizione. Il testo di quello che dici serve solo durante la conversazione: alla chiusura non lo salviamo da nessuna parte. È così dal 31 luglio 2026, ed è una scelta definitiva per questa pagina. Google, che genera le risposte, ne conserva il testo fino a 55 giorni per il controllo degli abusi (tabella qui sopra).
  • ✗ ARIA non cerca nelle conversazioni passate: ogni sessione parte da zero, e non ti riconosce se torni.
  • ✓ Restano i dati tecnici: identificativo della sessione, orari, durata, numero di messaggi, costo, e il tuo indirizzo IP, scritto nei registri tecnici a ogni avvio, per diagnosi e sicurezza. Se chiedi un preventivo, un codice o i link, nei registri restano anche l’iniziale e il dominio della tua e-mail (per esempio m***@esempio.it) e, per le richieste particolari, i nomi dei servizi chiesti. Il record tecnico della sessione viene trasformato in un vettore numerico per la ricerca interna (OpenAI, tabella qui sopra).
  • • Per quanto tempo: un termine massimo per i dati tecnici non è ancora fissato: è una lacuna, dichiarata al punto 8, e quando ci sarà sarà scritto qui. Puoi chiederne la cancellazione in qualsiasi momento: la facciamo senza ritardo, al più tardi entro un mese, e non ti chiediamo il motivo. Per trovare i dati di una sessione ci servono il giorno, l’ora e, se lo conosci, il tuo indirizzo IP.
  • ✓ Se chiedi un preventivo, il tuo nome, la tua e-mail e la richiesta restano nel nostro archivio interno (un nostro server in Italia) e nella nostra posta: servono a risponderti e a seguire la richiesta. Anche se chiedi solo i prezzi o una proposta, ARIA può salvare nel nostro archivio un riassunto della richiesta (al massimo 500 caratteri), scritto dal sistema a partire dalle tue parole, anche senza nome ed e-mail, e mandarlo per e-mail alla nostra casella di posta. Le e-mail che ti mandiamo (codice, link, conferme) restano nella nostra posta. Teniamo tutto al massimo 24 mesi dall’ultimo contatto, se non nasce un contratto. Il codice di verifica scade dopo 10 minuti.
  • ✗ Nessun addestramento: le conversazioni non sono usate per addestrare modelli, né nostri né dei fornitori; Google può usare i testi che conserva solo per i suoi sistemi contro gli abusi. Per Deepgram vale dall’8 ottobre 2026: vedi la correzione al punto 11. Per ElevenLabs, che fino a quel giorno pronunciava le risposte, stiamo verificando se l’esclusione era attiva.

Questa scheda non è l’informativa privacy. Qui c’è che cosa fa ARIA e a che punto siamo con l’art. 50. L’informativa — basi giuridiche, responsabili del trattamento, trasferimenti, i tuoi diritti e come esercitarli — è un documento diverso: tds-automation.com/privacy.html, punto 7.1. Se le due dicono cose diverse, vale l’informativa e noi abbiamo un errore da correggere: segnalacelo.

8 Limiti dichiarati

Quello che non abbiamo ancora fatto, scritto qui invece che taciuto. Un documento di conformità che dichiara misure inesistenti è peggio di uno che ammette una lacuna: la lacuna si chiude, la dichiarazione falsa toglie credibilità a tutto il resto.

Che cosa manca Che cosa comporta Termine
Un termine massimo di conservazione dei dati tecnici Il record tecnico di ogni sessione resta finché non ne chiedi la cancellazione: non c’è una scadenza automatica che lo elimini da solo. La trascrizione, invece, non la conserviamo (punto 7). La legge non fissa un numero di giorni, ma chiede di non tenere i dati più del necessario (GDPR, art. 5) e di dire per quanto li teniamo (art. 13): il termine dobbiamo fissarlo noi, e finché manca è una lacuna, scritta qui. La cancellazione su richiesta la facciamo già, senza ritardo.
La cancellazione automatica delle richieste di preventivo e delle e-mail scadute Il termine c’è (24 mesi dall’ultimo contatto, punto 7), ma nessun programma cancella da solo le richieste e le e-mail scadute: lo facciamo noi, a mano. Da fare, senza data
La marcatura leggibile dalla macchina dei contenuti sintetici (art. 50(2)) La sigla «AI» la vede una persona, non un programma. Un contrassegno nostro, leggibile da un programma, non c’è ancora. Secondo Google, la voce principale (Gemini) porta un contrassegno invisibile, SynthID: non abbiamo ancora verificato che arrivi intatto al tuo browser. Per le frasi della voce di riserva (Deepgram) e per il testo non ci risulta un contrassegno tecnico. Il Reg. (UE) 2026/1744 ha dato tempo fino al 2 dicembre 2026, per questo solo obbligo, ai sistemi immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026; l’ARIA di questa pagina è «messa in servizio» (la usiamo noi) e il termine vale per lei secondo le linee guida della Commissione, che non sono vincolanti (punto 5). 2 dicembre 2026
Il contratto con Deepgram sul trattamento dei dati (DPA, con le clausole contrattuali standard) Deepgram tratta la tua voce su server nell’Unione Europea, ma il contratto scritto che fissa come deve trattarla non c’è ancora. Lo abbiamo chiesto a Deepgram: in attesa di risposta
Un limite di frequenza e una barriera all’abuso Un limite c’è: cinque richieste al minuto per indirizzo IP, oltre le quali il servizio risponde con un rifiuto. Manca invece una barriera all’abuso più solida su una pagina che non richiede di accedere: nessuna verifica che dall’altra parte ci sia una persona, nessun tetto giornaliero. È una misura di sicurezza, non un obbligo dell’art. 50, ma tacerla sarebbe scorretto. Da fare, senza data
Un controllo automatico che verifichi ogni giorno queste dichiarazioni Oggi la verifica è manuale. Un’affermazione vera può diventare falsa perché il sistema cambia, senza che nessuno se ne accorga. Da fare, senza data
Una verifica dell’età Il servizio non è rivolto ai minori, non li sollecita e non verifica l’età di chi lo usa. Da decidere: se serva una barriera o basti dirlo

9 Che cosa questa scheda non copre

  • ✗ I contenuti che pubblichiamo altrove — testi, immagini e video sui canali social: hanno le loro dichiarazioni, non questa.
  • ✗ I sistemi che costruiamo per i clienti. Ognuno ha la propria documentazione e, in quel caso, il titolare del trattamento è il cliente, non noi.
  • ✗ Gli altri strumenti di questo sito — modulo di contatto, iscrizione alla newsletter, download di documenti: sono descritti nell’informativa.
  • ✗ Non è consulenza legale. È la descrizione di un sistema nostro, scritta da noi, e va letta come tale.

10 Segnalare un errore

Se qui c’è un’affermazione che non corrisponde a ciò che il sistema fa, scrivilo a info@tds-automation.com. Per i dati personali — accesso, rettifica, cancellazione — scrivi a privacy@tds-automation.com.

Che cosa ci impegniamo a fare: annotiamo la segnalazione, la verifichiamo sul sistema in funzione e non sulla documentazione, e se abbiamo sbagliato correggiamo questa pagina e scriviamo la correzione nella cronologia qui sotto, con la data. Per le segnalazioni non chiediamo il motivo né chi sei. Per i dati di un preventivo, invece, prima di risponderti dobbiamo verificare che tu sia la persona che l’ha chiesto.

Resta impregiudicato il diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it).

11 Cronologia delle versioni

Versione Data Che cosa è cambiato
1.1 13 ottobre 2026 Nuova voce, dall’8 ottobre 2026. Le risposte le pronuncia Google Gemini (gemini-3.8-flash-tts) al posto di ElevenLabs, che non riceve più nulla; se la voce principale ha un errore o tarda, quella sola frase la pronuncia Deepgram (aura-2), su server nell’Unione Europea. La trascrizione passa all’indirizzo europeo di Deepgram, con l’esclusione dal suo programma di miglioramento dei modelli. Una correzione: fino all’8 ottobre 2026 quell’esclusione non era attiva, quindi per Deepgram la frase «nessun addestramento, né nostro né dei fornitori» non era vera; per ElevenLabs stiamo verificando se la sua esclusione era attiva. ARIA ora dice di essere un’intelligenza artificiale nella prima frase di ogni conversazione, con una frase fissa, ascoltata l’8 ottobre 2026. Non conserviamo più la trascrizione e ARIA non cerca nelle conversazioni passate: era sospeso dal 31 luglio 2026, ora è definitivo; per questo spariscono dal punto 8 il limite della ricerca che non distingueva un visitatore dall’altro e quello sul termine di conservazione della trascrizione. I registri tecnici non tengono più le parole: né quelle dei messaggi scritti (prima ne tenevano i primi 100 caratteri), né quelle dette, che a volte vi finivano; restano solo, per preventivi, codici e link, l’iniziale e il dominio dell’e-mail e, per le richieste particolari, i nomi dei servizi chiesti. Tolto il «ripiego automatico su gemini-2.0-flash-lite»: non è mai esistito, il sistema lo segnalava soltanto nei registri tecnici. Dal 12 ottobre 2026 ARIA è solo una voce: l’avatar video non è più attivo e Beyond Presence non riceve più nulla; la ricerca nel nostro archivio è tolta dalla pagina pubblica e dalla demo; la sessione non viene registrata. Il riquadro del consenso ora dice chi siamo, che il consenso resta nel browser e come revocarlo. Una seconda correzione: la versione 1.0 non diceva che, se chiedi un preventivo o i prezzi, la richiesta (e nome ed e-mail, se li dai) resta nel nostro archivio, che il suo testo passa da OpenAI per il vettore di ricerca e che le e-mail te le manda Google (Gmail). Dal 6 aprile 2026 il sistema era anche impostato per avvisare Paolo Consorti su Telegram, con quei dati; dai nostri controlli non risulta che quell’avviso sia mai partito. Da questa versione l’avviso arriva solo per e-mail. Una terza correzione: la versione 1.0 non diceva che Google conserva il testo della conversazione fino a 55 giorni per il controllo degli abusi, né che LiveKit riceve il tuo indirizzo IP e usa il server più vicino a te, senza garanzia che sia nell’Unione Europea; e dava Beyond Presence come società statunitense, mentre è tedesca (Beyond Presence GmbH, Monaco di Baviera). Aggiunte anche le prenotazioni su Calendly e Google Calendar. La pagina caricava un programma (la libreria di LiveKit) dal servizio jsDelivr, che vedeva il tuo indirizzo IP, e non lo dicevamo: da questa versione quel programma lo serviamo dal nostro sito. Una quarta correzione: la versione 1.0 metteva ARIA fra i sistemi immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026, ai quali il Reg. (UE) 2026/1744 dà tempo fino al 2 dicembre 2026 per la marcatura leggibile dalla macchina. L’ARIA di questa pagina invece è «messa in servizio» (la usiamo noi): lo stesso termine vale per lei secondo le linee guida della Commissione, che non sono vincolanti (punto 5).
1.0 31 luglio 2026 Prima pubblicazione. Redatta leggendo i sorgenti del sistema in funzione, non la documentazione precedente, e poi sottoposta a una revisione avversariale che ne ha corretto quattro affermazioni prima che uscisse. Da quel lavoro sono nati i punti che prima non avremmo scritto: OpenAI fra i destinatari, che riceve il record tecnico di ogni sessione e la trascrizione quando è conservata (punto 7); l’assenza di un termine di conservazione e di un controllo funzionale automatico, e il fatto che la ricerca nel nostro archivio non distingue un visitatore dall’altro (punto 8); la distinzione fra la dichiarazione scritta, verificata, e quella pronunciata, che non lo è ancora; e la precisazione che un limite di frequenza esiste — una prima stesura di questa scheda lo dava per assente.

Documento informativo pubblicato da TDS AI Systems di Paolo Consorti. Riguarda ARIA sulla pagina pubblica agent.html. Per il trattamento dei dati personali fa fede l’informativa.